AGRICANAPA

coltivazione, trasformazione e sviluppo
della filiera della canapa

ABBIGLIAMENTO

filamenti di canapa

Le fibre della corteccia di canapa possiedono in natura un alto grado di variabilità e come prezioso materiale grezzo sono adatte alla più grande varietà di usi industriali. La tradizionale lavorazione della canapa è ad un livello tecnologico che risale a cinquant’anni fa, di conseguenza improduttivo. Al fine di realizzare prodotti competitivi e di usare le molteplici proprietà della fibra di canapa in senso economico ed ecologico, è indispensabile lo sviluppo o l’applicazione di metodi di lavorazione. A prescindere dal fatto che le fibre di canapa possano venire adottate per usi tessili o tecnici, si dovrebbe essere in grado di lavorarle su macchinari e nelle industrie già esistenti senza coinvolgere nuovi ed estesi sviluppi. La tecnologia dell’esplosione a vapore consente la realizzazione di fibre speciali che possono essere modificate in base ai prodotti e alle varie esigenze. Attraverso l’adattamento del processo ingegneristico, si possono produrre manufatti di fibre "su misura", come, per esempio, nuovi tipi di filati di canapa creati nelle filature per il cotone; lo stesso criterio può essere applicato alla produzione di fibre speciali usate nell’industria della lana, o per specifici usi tecnici come tessuti non filati, elementi filtranti, ecc.

LAVORAZIONE DELLA FIBRA LUNGA
La lavorazione della fibra lunga di canapa è principalmente usata nella produzione di filati di canapa a filatura bagnata. A causa della dimensioni delle fibre, si possono impiegare solo macchine speciali con un basso grado di automazione, ma per gli alti costi di investimento non possiamo aspettarci, nel prossimo futuro, sviluppi nel campo della tecnologia della lavorazione a macchina. Dopo la raccolta e dopo aver completato il processo di macerazione, i fusti di canapa vengono poi seccati, liberati dal nocciolo di legno in una sequenza di procedimenti quali: pigiatura, spezzatura e gramolatura. Con l’uso del cosiddetto ammorbidente o rullo, le fibre scorticate vengono rese più tenere e flessibili. L’accorciamento della lunghezza iniziale della fibra da 3 m a 650 mm è effettuato da una speciale macchina da taglio. Le fibre corte ed intricate vengono pettinate, quelle lunghe invece, parallelizzate e lisciate con una macchina per la scapecciatura. Dopo alcuni passaggi di tiratura e doppiatura, i frammenti manufatti sono prefilati in filati cardati e, a seconda della qualità della finezza desiderata, filati in filo di canapa attraverso processi di filatura a secco o con acqua.

LAVORAZIONE DELLA STOPPA
Il termine stoppa viene dato a quelle fibre derivate dai processi di gramolatura e scapecciatura. Esse vengono separate dalle fibre lunghe, sono più corte ed ancora contenenti per gran parte legno, particelle di sporcizia o rifiuti. Nella lavorazione della stoppa, questa viene filata a filo grezzo o cordame in un processo di filatura bagnata o a secco a seconda dei diversi livelli di purezza, inclusa la raffinatura e la pettinatura, con diverse macchine per la cardatura. Alcuni tipi di stoppa assieme alle fibre non filabili sono lavorati per realizzare prodotti tecnici come materiali per l’isolamento e modanature. Con queste fibre di "bassa qualità", esiste ancora un grande potenziale per migliorare il loro valore aggiunto. Attraverso nuovi metodi di lavorazione, le applicazioni per la stoppa, che racchiudono nel suo prodotto un valore aggiunto, possono essere incrementate.

COTONIZZAZIONE
Nel secolo scorso erano già state effettuate delle ricerche concernenti la cotonizzazione della canapa. A causa di una più vasta produttività nell’industria cotoniera rispetto all’industria della fibra, le fibre venivano ordinate in base alla lunghezza ed alle caratteristiche tecniche di filatura in accordo con quelle del cotone, così che la loro lavorazione potesse essere realizzata con le macchine per il cotone. Le sostanze appiccicose come la pectina o la lignina devono essere rimosse per quanto possibile nel processo di cotonizzazione per ottenere un isolamento più o meno completo delle singole fibre. Tutto ciò può essere fatto sia attraverso l'utilizzo di vari metodi di elementarizzazione che con metodi di cotonizzazione puramente meccanica oppure meccanico-chimica. Il processo di cotonizzazione della canapa presenta sempre un grado di variabilità tra una totale elementarizzazione (perdita di filabilità), ed una insufficiente elementarizzazione delle fibre che finisce per produrre un fascio di fibre troppo grezze, a testimoniare che la canapa non è particolarmente adatta per questo processo.
Le fibre ed i filati di canapa tuttora sul mercato non soddisfano i requisiti dell’industria tessile. Riguardo alla finezza delle fibre, all’omogeneità, alla flessibilità ed in particolare alla distribuzione o alla lunghezza della fibra, l’industria tessile si trova ad affrontare enormi problemi di lavorazione. Per garantire alle fibre di canapa una competitività a lungo termine ed una posizione nel mercato, le sue potenzialità devono essere incrementate attraverso nuovi prodotti e nuovi utilizzi. Una volta consolidato il più alto grado di efficacia, si possono realizzare prodotti impiegati nel campo tessile. Prendendo atto dei problemi nella lavorazione tradizionale della canapa, pare sia plausibile aumentare gli sforzi incentrati sugli sviluppi futuri e sulle innovazioni nel settore delle fibre corte e totali. Essere in grado, per esempio, di introdurre la canapa nel settore dell’abbigliamento di alta qualità, il quale al momento è governato da cotone o lana, le caratteristiche di preparazione e di lavorazione devono essere largamente migliorate affinché le fibre di canapa possano eguagliare quelle di cotone o di lana.

Nebel, K. M. 1995 – New processing strategies for hemp. Journal of the International Hemp Association

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